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MARENZIO, Progetto Musica, Giulio Monaco

Motectorum Pro Festis Totius Anni 1585 parte seconda

  • 1. Hodie Maria Virgo
  • 2. Hodie Maria Virgo
  • 3. Misit Rex
  • 4. Nativitates gloriosae Virginis Mariae
  • 5. Super omnia
  • 6. Princeps gloriosissime - Progetto Musica/Silvia Capra
  • 7. O qualm gloriosum
  • 8. O qualm gloriosum
  • 9. O beatum Ponteficem
  • 10. Cantantibus organis
  • 11. Cum pervenissent
  • 12. Conceptio tua Dei genitrix
  • 13. In tua patientia
  • 14. Quia vidisti me
  • 15. Estote fortes in bello
  • 16. Tradent enim vos
  • 17. Tradent enim vos
  • 18. Iste sanctus pro lege - Progetto Musica/Silvia Capra
  • 19. Gaudent in coelis
  • 20. Dum esset summus Pontifex
    • Progetto Musica - orchestra
    • Giulio Monaco - conductor
    • MARENZIO
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    69.00 PLN

    CD:

    Nr kat.: TC551302
    Label  : TACTUS (Italy)

    I mottetti oggetto di questo lavoro discografico sono caratterizzati da un atteggiamento compositivo assolutamente scevro di sperimentalismi e risultano di stile assai tradizionale: questi, fondamentalmente, i motivi che hanno spinto a valutazioni critiche spesso severe. Raramente ci si è soffermati a valutare quanto, invece, questi brani siano ricchi complessi e, in conclusione, artisticamente ineccepibili, proprio se considerati in rapporto alla produzione mottettistica corrente, invece che alla produzione madrigalistica dello stesso autore o alle composizioni sacre di fattura volutamente antitradizionalista. Soltanto in questo modo si coglie, infatti, come il compositore, pur nell’ambito dei limiti che si è forzatamente imposto, riesca a creare delle strutture che si impongono per la loro assoluta eleganza formale e per l’impiego di artifici contrappuntistici di elevata maestria. L’ adesione della musica al significato profondo del testo è sempre presente, ma non è mai in rilievo evidente e non incrina la fluidità del procedere melodico. La scelta effettuata di presentare alcuni di questo mottetti in esecuzione vocale/strumentale e in esecuzione esclusivamente strumentale arricchita di diminuzioni, è propria di una prassi esecutiva costantemente documentata e abituale all’epoca. L’utilizzo di un consort strumentale costituito da violino, viole da braccio, violoncino, violoncello e violone, vuole essere un contributo alla riscoperta di quel ruolo eminente svolto da Brescia tra ‘500 e ‘600 nell’ ambito della musica strumentale, testimoniato da un articolo di Rodolfo Baroncini dal titolo Origini del violino e prassi strumentale in Padania: “sonadori di violini” bresciani attivi a Venezia in ambito devozionale. Il saggio dimostra senza ombra di dubbio, come in quell’ambito geografico, a partire dalla metà del ‘500 sia documentata la presenza di insiemi strumentali ad arco usi a “isminuir mottetti” nel contesto delle celebrazioni liturgiche.