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CORELLI, Ensemble Aurora, Enrico Gatti

Sonate a tre da Camera - dalle Opere II e IV

  • 1. Opera II: Sonata I in Re maggiore Ensemble Aurora 6:31
  • 2. Opera II: Sonata VII in Fa maggiore Ensemble Aurora 7:46
  • 3. Opera II: Sonata X in Mi Maggiore Ensemble Aurora 7:13
  • 4. Opera II: Sonata XII in Sol maggiore (Ciacona) Ensemble Aurora 7:13
  • 5. Opera IV: Sonata I in Do Maggiore Ensemble Aurora 7:07
  • 6. Opera IV: Sonata III in La maggiore Ensemble Aurora 9:24
  • 7. Opera IV: Sonata IV in Re maggiore Ensemble Aurora 8:00
  • 8. Opera IV: Sonata X in Sol maggiore Ensemble Aurora 5:28
    • Ensemble Aurora - orchestra
    • Enrico Gatti - conductor
    • CORELLI
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    64.00 PLN

    CD:

    Nr kat.: TC650302
    Label  : TACTUS (Italy)

    La predilezione di Arcangelo Corelli per la Sonata a tre da camera, comune alla maggioranza dei compositori dell’epoca, trova una spiegazione nel desiderio del compositore di due strumenti acuti, di uguale tessitura e timbro, dialoganti fra di loro a notevole distanza dalla parte reale più grave. Il modo preferito da Corelli è il maggiore ed è la tonalità prevalente in queste sonate, ciò nonostante le composizioni corelliane non sono quasi mai immuni da un senso di accorata mestizia, perchè quasi tutte hanno l’Adagio in minore. Le Sonate da camera op.II e IV sono articolate normalmente in 4 tempi : un preludio lento seguito da 3 tempi di danza. Troviamo comunque alcune sonate di soli 3 tempi, o perchè manca il Preludio, o perchè le danze sono soltanto 2. E’ caratteristica di quell’epoca l’instabilità delle forme, per cui talora 2-3 tempi veloci o 2-3 tempi lenti si succedono consecutivamente. Corelli inserisce frequentemente spunti in stile imitativo nelle danze, specie nell’opera IV. L’andamento di tali danze non è però sempre quello tradizionale. Accanto ad Allemande in tempo Allegro o Presto ve ne sono altre in tempi lenti, come Largo e Adagio. Viceversa vi sono Sarabande in tempo Vivace e Allegro. Lo stile quasi monodico conduce il primo violino a dominare sul secondo, anche se talvolta questo lo supera nella tessitura. Lo stile di Corelli è considerato di una purezza classica mirabilmente calcolata e talvolta un po' accademica comunque si sente che Corelli è uscito da quell’impersonalità che pur si avverte nella musica strumentale del Seicento.